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Attivo come pittore già nel 1417, Guido di Pietro, detto Beato Angelico, entrò poco più tardi nel convento di San Domenico Fiesole, divenendone priore nel 1449. Esaltato dalla critica dell’Ottocento come pittore “mistico”, anche nel ricordo della sua vita esemplare, l’Angelico è stato a lungo e a torto interpretato come l’antitesi a Masaccio e alle nuove idee rinascimentali. In realtà, in lui convivono due atteggiamenti in apparenza contrastanti: l’adesione di fondo alla cultura prospettica e umanistica e una spiritualità tendente alla trascendenza, impegnata anzi a intendere l’arte con funzione di proselitismo, in conformità con la dottrina domenicana. Come tutte le monografie della collana “Dossier d’art”, una pubblicazione agile, ricca di belle riproduzioni a colori, completa di un utilissimo quadro cronologico e di una ricca bibliografia.
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