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Il volume propone una lettura attuale della disciplina dei debiti di gioco, risultato di un complesso stratificarsi nel tempo di permessi e divieti di cui occorre indagare la portata e il senso alla luce dell’evoluzione delle scommesse da fenomeno individuale e occasionale a oggetto di una vera e propria prestazione di servizi a un pubblico di consumatori. A partire dalla norma della carenza di azione, si indaga dunque il perimetro dei debiti di gioco interrogandosi su una sua possibile rivisitazione in ragione, da un lato, della progressiva ludicizzazione nell’offerta di beni e servizi e, dall’altro, della organizzazione di attività di scommesse da parte di professionisti che, lungi dal «giocare», si assicurano vincite certe. L’analisi si snoda dunque dai giochi tollerati, di cui si analizza la regola della soluti retentio, a quelli tutelati e dotati di azione, ripercorrendo l’evoluzione che ha condotto alla riserva statale sull’esercizio dei giochi organizzati a cui sono state ricondotte anche le scommesse sportive.
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Argomenti: DIRITTO
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